REUMATOLOGIA

Le malattie reumatiche sono patologie caratterizzate dall’infiammazione di articolazioni, legamenti, tendini, ossa o muscoli e che in alcuni casi possono coinvolgere anche altri organi. Se non diagnosticate e curate precocemente possono portare alla perdita di funzionalità delle strutture infiammate. Attualmente se ne conoscono oltre duecento; fra di esse sono incluse l’artrite Reumatoide, il Lupus Eritematoso Sistemico, la Sclerodermia, le Spondiloartropatie, la Polimiosite e la dermatomiosite, la Sindrome di Sjögren. Alcune sono classificate come malattie del tessuto connettivo (connettiviti), mentre altre rientrano fra le malattie infiammatorie articolari (artriti). Possono colpire a qualsiasi età, anche i bambini, e alcune di queste sono più frequenti nelle donne.

Le malattie reumatiche rappresentano la prima causa di disabilita’ della popolazione Europea, colpiscono oltre 5 milioni di italiani per un totale di 120 milioni persone del Vecchio Continente.
I costi totali stimati ammontano a circa 240 miliardi di euro anno. Le donne in eta’ fertile e in piena attivita’ lavorativa sono quelle piu’ colpite. In Italia si sono ancora troppi ritardi diagnostici, soprattutto quando si parla di artropatie infiammatorie che sono le piu’ gravi ed invalidanti. L’artrite reumatoide viene individuata con ritardo, a volte anche uno o due anni dopo l’esordio dei primi sintomi. Per la spondilite anchilosante il paziente puo’ aspettare anche fino a cinque anni. Si tratta di un gruppo di patologie potenzialmente invalidanti che colpiscono in totale il 3% degli italiani. Quando non vengono riconosciute in tempo possono determinare danni irreversibili all’apparato locomotore.

Da non dimenticare inoltre l’osteoporosi che è una condizione caratterizzata dalla riduzione della resistenza ossea, con conseguente aumento del rischio di fratture scheletriche.
Si stima che in Italia ne siano colpiti quasi 5 milioni di persone, in gran parte donne. Anche a livello mondiale i dati sono drammatici, si stima infatti che si verifichi una frattura di femore, polso o vertebra ogni 3 secondi.
A causa del progressivo invecchiamento della popolazione il quadro non può che peggiorare in futuro, con un proporzionale aumento dell’impatto della malattia, ecco allora l’importanza di individuare i fattori di rischio, modificare se necessario lo stile di vita e prevenire le fratture.

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